Napoli Milano con ape Piaggio.

Langella Group, azienda leader nel settore noleggio Ape pubblicitarie,  ha un anima, non una azienda  ma una famiglia fatta con tutti i dipendenti che condividono tutto, anche i racconti

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Il lavoro mancava nel mio paese, San Marzano in provincia di Salerno , sposato e con un figlio in arrivo , in famiglia si era deciso che dovevamo andare al nord in cerca di fortuna.

Erano gli anni 60, mio padre un agricoltore, mamma casalinga, un fratello ed una sorella più piccoli, soldi pochi. Papà portava poco a casa, gli ortaggi non erano ben pagati, ed all’epoca si iniziava ad importare tutto, ogni italiano era ammalato di esterofilia, il miglior frigorifero era tedesco, le prime auto francesi e così via.

da http://forum.motorionline.com

L’unico mezzo di trasporto era l’Ape Piaggio di Papà, e un Motom rosso fuoco di mio zio.

Con mia moglie ci dividevamo i regali di nozze ed una camera da letto che ci ha lasciato la nonna, avevamo i piatti, la macchinetta del caffè e le posate.

Grazie a mio cognato avevo trovato lavoro a Milano ed una casa in affitto, nella parte vecchia di un paese chiamato Cinisello Balsamo.

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La casa c’era quindi dovevamo portare il più possibile perché non avevamo i soldi per comperare nulla, ed il primo stipendio sarebbe arrivato dopo il primo mese di lavoro.

Con Papà decisi di usare l’ape 400 e portare su tutto quello che era possibile portare.

L’ape era stata modificata con un cassone allungato, e per l’occasione grazie ad un fabbro del paese abbiamo fatto le sponde laterali alte, ed un portapacchi sulla cabina guida.

Abbiamo caricato il mezzo in tre giorni, l’altezza del mezzo ogni giorno più terrificante, funi, catene, ed ogni mezzo per ancorare la mobilia e le suppellettili.

L’usanza del mio paese era anche donare qualcosa da mangiare per i primi giorni, e  chi più ne aveva più portava.  Il paese era molto coeso, ed i pianti per chi partiva erano usuali, partire non era una bella cosa, ma purtroppo il paese si stava svuotando, i miei paesani erano in tutto il mondo Americhe comprese.

La sera della partenza arrivò , il pieno di miscela fatto, le lattine con la miscela per il viaggio a portata di mano, oltre ad acqua e viveri, coperte e cuscini per le soste notturne.

Dopo pianti, saluti e abbracci alle 23 di una sera di agosto, il 12 per l’esattezza partimmo, nella cabina accanto a me mia moglie, e pieni di speranze iniziammo il nostro viaggio.

Fuori dalle vie del paese prendemmo l’Appia  sino a Roma, e da li con altre vecchie statali romane ci dirigemmo verso la parte adriatica, più percorribile , ma soprattutto con salite più dolci.

Il rumore del motore della Ape era per noi una compagnia, avevamo una radio con le batterie, ma durante la guida poco si sentiva, in ogni caso ci era utile nelle numerosissime soste per sapere cosa stesse succedendo nella nostra amata patria. Le soste avvenivano ogni due massimo tre ore, la nostra velocità di crociera era ben 40 chilometri all’ora.  Eravamo super carichi, avevamo pane, sale, salumi, frutta, verdura, oltre tutto il resto.

Non eravamo soli a fare viaggi simili, abbiamo incontrato altri mezzi simili provenienti ancora da più lontano, alcuni tratti li facevamo insieme, e nelle soste si parlava di quei motori fantastici.

I viaggiatori più fortunati usavano delle auto modificate su telaio della 1100, o per chi aveva qualche soldo in più piccoli camioncini della OM.

Quando ci fermavamo a mangiare tiravamo fuori il pane, i pomodori, le cipolle, l’olio, quello era destinato per il viaggio, e quasi sempre facevamo il caffè, ai quei tempi non esistevamo gli autogrill, o meglio i bar c’erano per la strada in quei paesi spersi, ma non avevamo i soldi, tutto era calcolato per la miscela.

Controllo olio, gomme, e via. Un Viaggio indimenticabile, pieno di avventure, ci impiegammo tre notti e due giorni. Quando arrivammo  in questo paese, tutto ci sembrava strano, mia moglie piangeva, un po’ per la felicità ma tanto per aver lasciato il suo paesello.

La nostra casetta, il lavoro, tutto per fortuna andò bene, nonostante i sacrifici, ed oggi quell’Ape ce l’ho ancora, l’ho usata sempre ed oggi qualche volta con mia moglie facciamo dei giretti, e arrossisco a dirvi che ci emozioniamo ancora come allora.

L’ape per me era tutto, ed oggi ancora questo mezzo vive in noi, qualche anno fa abbiamo deciso di aprire una azienda pubblicitaria, Langella Group, e usiamo le Api per la pubblicità  con le vele che facciamo fare per loro.

La Piaggio ha aiutato milioni di Italiani nel loro lavoro, per gli spostamenti, per tutto, oggi con i miei figli abbiamo deciso di attrezzare la nostra Ape con un negozio Street Food.

Grazie Ape

Crescenzo Langella

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