Crescenzo storia delle Ape Pubblicitarie

Crescenzo storia delle Ape Pubblicitarie

 

La Storia di uomo e la sua Piaggio Ape

Non è un pagina pubblicitaria, ma è un racconto voluto per ringraziare un mezzo che ha segnato la vita di un uomo, che ha costruito la sua vita passata, presente e futura su un Piaggio Ape.

E come non scrivere …c’era una volta?

C’era una volta un ragazzino che viveva nella campagne di San Marzano Sul Sarno, figlio di contadini, specializzati nella coltivazione dei famosi pomodori di San Marzano, la mattina a scuola, al pomeriggio in mezzo ai campi con un padre severo e burbero, quei genitori patriarcali di una volta, Crescenzo come sempre accade era difeso e coccolato dalla sua mamma, questa sempre intercedeva in difesa del figlioletto.

MA LA PIAGGIO APE?

Eccola: ………………..

Unico mezzo di trasporto, sia per i campi, che per la domenica, per le feste, era la Piaggio Ape,  questa Ape era molto vecchia allora, perché ereditata dal nonno di Crescenzo, una Ape fatta tipo un camion , motrice e carrello. Il rimorchio era bello lungo, e ci caricavano casse e casse di pomodori raccolti durante la giornata. Crescenzo a 14 anni anche senza patente aveva imparato a guidarlo, questo anche come premio perché ne aveva la custodia, lo puliva ogni sera, gli metteva il grasso  dove doveva, l’interno della cabina  era sempre pulitissimo, era uno spettacolo.

La sera Crescenzo provvedeva a staccare il rimorchio per permettere al padre di andare al bar con gli amici, o portare la sua mamma a fare la spesa nei paesi vicini.

La mattina Crescenzo rimontava il mezzo, controllava olio, e miscela, la pressione delle gomme(ne aveva 5), puliva il vetro, e per le sei, quando il padre partiva con lui, era tutto pronto.

Fino alla età di 16 anni nei paesi vicini guidava il padre, poi dopo aver ottenuto il patentino Crescenzo faceva da autista per il padre poco a poco il padre aveva perso la sua predominanza alle uscite serali, perché il mezzo era destinato a Crescenzo per andare dalla fidanzata, ora moglie, Maria Grazia.

I soldi all’epoca non erano molti, ed impensabile per la Famiglia Langella averne più di uno, quindi il mezzo di fatto circolava giorno e notte.

L’Ape era sempre presente per ogni evento, dai battesimi, funerali,  molte volte per risparmiare sulla macchina mortuaria si attrezzava  il mezzo anche per questi momenti così tristi.

Ogni evento l’Ape cambiava aspetto, dai fiocchetti, ai veli scuri.

Crescenzo in questo capitolo vuole raccontare il suo viaggio a Rimini, con Maria Grazia.

Era giunta L’estate, quell’anno più caldo del solito, con Maria Grazia volevamo passare due giorni al Mare, una vacanza diversa, non la solita spiaggia, ma qualcosa che all’epoca  era segno di una vacanza destinata a pochi. San Marzano era vicino al mare, ed alla domenica si andava con l’Ape e con tutto il necessario, comprese pentole, bombola del gas, tovaglie, mancava solo il frigorifero per la mancanza di corrente.

Oggi quella esperienza ha ispirato Crescenzo a creare  le famose “Apetta” Ristorante Langella.

Maria Grazia  aveva scelto un posto nuovo, lontano da casa, soprattutto per rimanere soli lontano da quello stuolo di parenti e conoscenti.

Per recuperare il  maggior numero di ore partirono alle tre di mattina, anche perché viaggiare di notte era sicuramente molto più fresco che viaggiare sotto il solo che batteva, il mezzo disponeva solo di due piccoli finestrini, certo non aveva aria condizionata, ma neppure una ventola.

A Rimini non avevamo certo un albergo che ci aspettava, ma solo la possibilità di sostare su una spiaggia libera procurata da un paesano che li faceva il bagnino.

Il viaggio era lungo, di fatto dovevamo attraversare l’Italia , dal mare Tirreno al mare Adriatico.

Crescenzo si diresse verso Avellino, all’epoca strade buie , senza lampioni e senza segnaletica, la cosa bella era che le strade erano invase da alberi, ed animali selvatici che attraversavano la strada ed a volte osservano il fanale della Ape come paralizzati.

Dopo qualche ora di viaggio, con quel rumore continuo, Crescenzo e Maria Grazia si fermarono per fare colazione, Maria Grazia preparò tutto come se fossero a casa,  su quelle montagne non c’erano certo gli autogrill.

Fette di pane con la marmellata della mamma di Maria Grazia, il caffè, un po’ di frutta. Crescenzo non ha mai bevuto latte. Crescenzo a dire il vero di marmellate ne ha mangiate ben poco, ha incalzato con una quantità industriale di salciccia.

Dopo la colazione e ricaricato l’ Ape ,  Crescenzo si mise alla guida  e ripartirono verso Rimini, dopo alcune ore  arrivarono a  Termoli sul mare Adriatico, individuarono una spiaggia tranquilla e fecero una sosta in modo che Maria Grazia potesse preparare il pranzo.

Il pranzo per Crescenzo fu lungo e laborioso, pasta, la carne che era in una borsa frigorifero dell’epoca fatta con pezzi enormi di ghiaccio, un’anguria ecc.

Dopo il lauto pranzo si ripartiva verso Rimini, percorrendo la statale 16

Alle sera tardi  Gli sposini arrivarono a Rimini, l’amico li aspettava all’entrata del paese, Rimini non era come ora era piccola e con pochi alberghi,  individuato il posto e parcheggiato il potente mezzo, stanchissimi e con nessuna voglia di cenare, giusto il tempo di tirare giù i materassi , ed un lenzuolo ancorato alla ape iniziarono a dormire.

La mattina successiva fu il sole a svegliare la coppietta che dopo la colazione si goderono il primo giorno di vacanza in una località di elite.

Da queste esperienze sono nate le Ape Food, le Ape  trasporto, Ape pubblicitarie, l’Ape per il matrimonio.
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